Via Vittorio Emanuele, Castelnuovo Garfagnana (Lucca)

giovedì 28 maggio 2009

Traforo della Tambura, il CAI dice no.




L'Assemblea regionale delle sezioni toscane del Club Alpino Italiano, in rappresentanza di oltre diecimila soci, premesso che da tempo si stà discutendo sulla stampa, con il coinvolgimento di enti locali, associazioni e cittadini della Garfagnana e della Versilia, di un traforo stradale del monte Tambura (Alpi Apuane), indicato dal Sindaco di Vagli come “variante alla via Vandelli”, il cui studio di fattibilità, già costato circa 400.000 euro, sarebbe all'esame degli uffici tecnici del Ministero delle infrastrutture, che, in un recente dibattito a Marina di Massa, il Sindaco di Vagli ha presentato quello, che da lui è stato chiamato progetto di massima di una galleria di m. 4.360, a due corsie larghe ciascuna m. 3,5 e marciapiedi di 75 cm. (pendenza 3%), con ingresso a Castagnola di Vagli Sotto a “quota m. 686” ed uscita sopra Resceto “a quota m. 555”, affermando l'immediata disponibilità di un finanziamento statale fino a 100 milioni di euro + 70 per la viabilità di collegamento, sostenendo l'insussistenza di danni ambientali sia per le falde acquifere che per il sistema carsico, prospettando la escavazione di 500.000 mc. di marmi pregiati (arabescato, cipollino, ecc.),
che la Regione Toscana, il parco delle Alpi Apuane, la provincia di Massa Carrara ed il comune di Massa hanno escluso che sia stato presentato ai loro uffici alcun progetto preliminare per una nuova galleria stradale di collegamento tra la Garfagnana e la Versilia, ed hanno espresso comunque un parere totalmente negativo sul traforo della Tambura, rilevato che lo studio di fattibilità (o progetto di massima), esposto in un pubblico dal professionista incaricato dal comune di Vagli, è costituito solo da brevi e sommarie indicazioni riportate su planimetria, non ha alcuna consistenza scientifica, è errato nei pochi elementi tecnici indicati (quote, presenza del marmo, collegamenti a valle), non risultano essere stati effettuati studi geologici sulla qualità del materiale lapideo da scavare, sull'assenza di grotte non censite e sullo sviluppo effettivo del bacino idrico sottostante alla Tambura,rilevato che tra le 45 grandi opere stradali, ferroviarie e portuali, di edilizia carceraria e scolastica, approvate dal CIPE il 6/3/09 per una spesa di oltre 17 miliardi di euro, non è stato fortunatamente incluso, per il momento, il traforo del monte Tambura,ritenuto che tale opera causerebbe danni ingenti al territorio delle Alpi Apuane, ed in particolare: la necessità di una adeguata viabilità di collegamento sconvolgerebbe le valle dell'Edron e del Frigido, per un traffico veicolare prevedibilmente di modesta entità, stante la preesistenza della strada Massa – Castelnuovo Garfagnana dal passo del Vestito; il sistema carsico della Carcaraia si estende fino alla Roccandagia ed è difficilmente superabile senza intercettare qualcuna delle sue mille diramazioni, specialmente grotte od abissi non censiti; il bacino acquifero del Frigido ha uno sviluppo amplissimo, che si spinge fino ad Equi Terme, talchè lo scavo della galleria potrebbe essiccare sorgenti vitali per il necessario approvvigionamento idrico non solo della città di Massa, ma anche della Lunigiana e della Garfagnana,ritenuto che il realizzarsi di un'opera di tale scarso interesse pubblico costituirebbe la spinta ad ulteriori iniziative deturpative dell'ambiente, quale il collegamento Stazzema –Petrosciana e/o Palagnana, od altri in passato già prospettati, in quanto ogni piccolo Comune garfagnino potrebbe pretendere il suo sbocco al mare,esprimonoun parere decisamente negativo rispetto alla proposta del comune di Vagli, sia per il devastante impatto ambientale che per il rapporto costi-benefici,auspicanoche eventuali fondi statali a disposizione della Garfagnana siano destinati ad altre iniziative compatibili con la presenza di un parco regionale,invitanoRegione, parco, province ed enti locali, se investiti di una decisione in proposito: a tenere conto dei danni diretti ed indiretti già verificatisi in analoghe iniziative, quali le gallerie del Gran Sasso e per il Mugello quelle dell'alta velocità; a valutare l'impatto, ambientale e sociale, degli adeguamenti necessari alla viabilità di collegamento, ed i costi economici dell'opera in riferimento ai piani di viabilità regionale già approvati; a considerare il rischio di un peggioramento della qualità dell'ambiente, in contraddizione con la promozione turistica della montagna e la difesa dello sviluppo rurale integrato raggiunto sul territorio della Garfagnana grazie ad ingenti investimenti pubblici e privati, resi possibili dai programmi comunitari di sviluppo; a non ripetere per le ramificazioni sotterranee del sistema carsico delle Apuane settentrionali gli errori commessi all'Antro del Corchia, nel cui territorio sono state aperto strade e cave senza tener conto delle grotte ed abissi non censiti; a difendere da pericoli di essiccamento la maggiore riserva d'acqua potabile della Toscana.Si comunichi al Ministero delle infrastrutture, all'Assessorato alla montagna della Regione Toscana, al Presidente del parco delle Alpi Apuane, alle province di Massa Carrara e di Lucca, ai comuni di Massa e di Vagli.

Fonte: AlpiApuane.com

lunedì 25 maggio 2009

Corso di Speleologia: seconda uscita


Domenica 24 maggio il corso di speleologia si è spostato nella bellissima Valle Arnetola per visitare l'Abisso Attilio Guaglio e percorrere il suggestivo meandro di marmo che si snoda da circa -70 a -200. L'acqua di fusione delle nevi presente in grotta non ha per niente scoraggiato gli allievi che, imperterriti, hanno percorso una discreta parte dell'abisso, incuranti del freddo e delle inaspettate doccie gelate.

giovedì 21 maggio 2009

Antro del Corchia: traversata classica




Il 20 maggio siamo stati onorati di accompagnare un gruppo di olandesi a visitare l'Antro del Corchia effettuando la traversata classica dall'ingresso di Buca d'Eolo alla Buca del Serpente. Il gruppo, appartenente allo SPELEO LIMBURG, ha apprezzato l'uscita e tutti i componenti sono risultati entusiasti ed euforici. Questo ha gettato le basi per un proficuo gemellaggio che, probabilmente, si ripeterà in estate. Se avranno la possibilità infatti sperano di completare l'esperienza Apuana con un periodo esplorativo in Carcaraia, in concomitanza con il nostro campo che (spero) terremo ad agosto. Thanks to Jolanda, Peter and all friends for a nice day of caving!
Il Presidente, Pietro Taddei.

video

lunedì 18 maggio 2009

Videoproiezione 'Viaggio Alpinistico tra i Vulcani '




Sala Suffredini, Giovedi 21 Maggio 2009, ore 21:00
Durante la proiezione verranno illustrati i principali vulcani del globo, esplorati in venticinque spedizioni autogestite svoltesi dal 1983 ad oggi. Il prof. Di Gennaro, consigliere centrale del Club Alpino Italiano, vanta tra le vette guadagnate molti tra i vulcani più famosi, alti e pericolosi del mondo quelli dell'intero continente americano, tra i quali il Cotopaxi (circa 6000 metri), considerato il vulcano più alto della Terra ed il Chimborazo, la montagna delle nevi azzurre, la cui cima è ritenuta, dalle popolazioni locali, la vetta più vicina al Sole..Il viaggio comprende anche i vulcani europei, asiatici ed africani. Numerose, tra l'altro, le spedizioni internazionali alle quali ha partecipato, maturando un'esperienza che sarà affascinante ascoltare.
Relatore: Prof. Onofrio Di Gennaro.

sabato 16 maggio 2009

Spedizione C.A.I Garfagnana in Dolpo (Nepal)







Sono passati diversi anni da quando, grazie ai reportage di Eric Valli, fotografo del National Geographic, la regione nepalese del Dolpo è stata mostrata in tutta la sua integrità e carica mistica. Sono in molti a considerare queste valli come il Tibet fuori dal Tibet.
Le tre valli dell'Alto Dolpo furono infatti rifugio per i Kampa, che per decenni le trasformarono in santuari della guerriglia tibetana contro l'oppressione cinese, e per questo la regione fu aperta al turismo solo nel 1994, ma per anni i maoisti hanno di fatto impedito la visita di questa regione. Ora finalmente è possibile progettare la grande traversata dell’Alto Dolpo: 25 giorni a piedi, da Ovest a Est, superando 6 passi oltre i 5000 metri, un viaggio impegnativo quanto straordinario.
Terra scarsamente popolata, fuori dai grandi percorsi commerciali e soprattutto da quelli turistici, l'Alto Dolpo è un mondo intatto dove puoi ancora immergerti nell'affascinante decadenza di templi e monasteri, centri di fede buddhista che qui ebbe una forte rinascita nel 17° secolo quando i lama del Dolpo erano consiglieri dei Rajah di Jumla e Lo Montang. Attraverseremo il Parco Nazionale Shey-Poko Sumdo popolato da specie rare come il leopardo delle nevi, il lupo, la volpe himalayana e il cervo muschiato; il Parco ospita anche bharam (la pecora azzurra), thar, goral e serow. Cammineremo in quattro ambienti differenti: la media montagna con boschi e pascoli, il deserto verticale trans-himalayano con le oasi dei villaggi, l'alta quota con tundra e rocce e il microclima del Phoko Sumdo dove l'aria fredda dei ghiacciai del Kanjiroba, che scendono fino a trecento metri dal lago, favorisce l'accostamento inusuale di piante tropicali e flora di alta montagna. Poche centinaia di persone vivono stabilmente nei villaggi dell'Alto Dolpo, posti sopra i 4.000 metri. L'unico cereale coltivabile in zona è l'orzo che fornisce l'onnipresente tsampa. La gente, di cultura tibetana, può essere divisa in rung-pa - agricoltori delle valli - e drog-pa cioè nomadi. Molti di loro ancora oggi vestono l'abito tradizionale tibetano, una tonaca aperta sul davanti a falde sovrapposte, con stoffa filata in casa, lavorando lana di capra, e tinta con colori vegetali che conferiscono un inconfondibile color mattone scuro. Amuleti e collane abbondano al collo di uomini e donne. Isolati dal lungo inverno himalayano, i Dolpa-pa mantengono intatta la loro identità culturale, vivendo di pastorizia, agricoltura e baratto. In estate le carovane di yak e pecore percorrono queste valli su un tracciato commerciale che attraversa l'Himalaya e consente gli scambi non solo di merci ma anche di idee fra l'altopiano tibetano e le valli del Nepal. Dapprima i cavalli dalle pianure fino al Basso Dolpo, poi le capre dal Tichurong a Tarap, infine gli yak che raggiungono il Tibet attraverso l'Alto Dolpo. I carichi vanno e vengono su piste che affrontano continui dislivelli. Oggetti, orzo, grano riso, spezie, in salita. Salgemma e lana in discesa.
La spedizione sarà patrocinata dalla Sez. del Club Alpino Italiano Roberto Nobili di Castelnuovo di Garfagnana ed avrà una durata di circa 30 giorni in territorio Nepalese, la partenza è per fine settembre 2009 con l’obiettivo di realizzare un racconto di viaggio con filo conduttore la cultura tibetana fuori dal Tibet.Racconteremo la storia di una famiglia che compirà il pellegrinaggio sacro alla montagna i Cristallo di Shey ed al sacro monastero di Yangser Gompa, sulla via del sale del Tibet.

giovedì 14 maggio 2009

Presentazione libro a Gallicano


Venerdi 15 Maggio 2009 alle 21:00 presso la Sala Guazzelli a Gallicano Bruno Barsuglia presenterà il suo ultimo libro "Alpi Apuane... il gusto di arrampicare!". Nel corso della serata verrà inoltre presentato dalla Comunità Montana un filmato sulla promozione turistica della Garfagnana e potremo apprezzare il progetto "Garfagnana Bikers". Vi aspettiamo numerosi.

domenica 10 maggio 2009

Escursionisti recuperati in Pania



MOLAZZANA - E' stato necessario l'intervento dell'elicottero del 118 per recuperare due escursionisti che si erano persi sul ''Naso'', picco dell'''Uomo Morto''. Sono stati loro, due stranieri, a chiedere aiuto con il cellulare.
I due sono stati ritrovati sani e salvi.
Fonte: Noi TV.
Nella foto: La Pania della Croce, versante sud (la "Costa Pulita")

venerdì 8 maggio 2009

Speleoclub Garfagnana from Sardegna




Ecco un piccolo anticipo delle immagini scattate da Simona in Sardegna, (Su Palu) durante il raduno ICNUSSA 2009 dove una buona parte del gruppo si è recato per visitare questi scenari sotterranei veramente meravigliosi.

venerdì 1 maggio 2009

Presentazione nuovo libro sull'arrampicata in Apuane


Mercoledì 6 Maggio alle 17:30, presso la libreria "Lo Stregatto" in Via Farini a Castelnuovo Garfagnana Bruno Barsuglia e Gianluca Cerboni presenteranno il loro nuovo libro sull'arrampicata in Alpi Apuane dal titolo "Alpi Apuane ...il gusto di arrampicare" dove gli ospiti potranno incontrare gli autori e commentare il libro di fronte ad un buffet. La serata continuerà con una proiezione di immagini alla Saletta Suffredini alle 21:00, in concomitanza con la presentazione del 16° Corso di Speleologia "Garfagnana 2009". Vi aspettiamo.