Mail ricevuta da Stefano SpG.
Breve cronaca:
Armato uno spettacolare pozzo di più di 50m, buona parte nel marmo bianco con pochi passi di artificiale siamo arrivati sulla testa di un'altro pozzo che al termine sfonda in un salone di notevoli dimensioni (quasi come il Manaresi). Preso il sacco in spalla e passeggiato nei vasti ambienti si arriva in una forra inclinata di dimensioni gigantesche, che si percorre per buona parte a piedi e termina in una sala sull'orlo di un'altro salto, ma il materiale ormai era terminato...
Con la prima punta siamo arrivati quasi a -400 e gli ambienti sono veramente spettacolari!!!
Herba.
martedì 29 luglio 2008
Campo estivo "Arnetola 2008"
Notizia copiata spudoratamente dalla Scintilena:
Campo estivo Arnetola 2008
9 August 2008
to
18 August 2008
I gruppi Speleologici Lunense e Lucchese, in collaborazione con la Scuola Nazionale di Speleologia del CAI, stanno organizzando in Valle di Arnetola (Alpi Apuane) un campo estivo didattico-esplorativo per il periodo dal 9 al 17 agosto. Lo scopo del campo è fare un'esperienza in campagna, condividere le proprie conoscenze o semplicemente lo spirito di aggregazione speleologica.
Trovate tutti i dettagli a questo indirizzo:“www.gslunense.it/CampoEstivo.htm
mentre il pieghevole del campo è scaricabile qui: http://www.sns-cai.it/brochure/campoest.pdf .
Campo estivo Arnetola 2008
9 August 2008
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18 August 2008
I gruppi Speleologici Lunense e Lucchese, in collaborazione con la Scuola Nazionale di Speleologia del CAI, stanno organizzando in Valle di Arnetola (Alpi Apuane) un campo estivo didattico-esplorativo per il periodo dal 9 al 17 agosto. Lo scopo del campo è fare un'esperienza in campagna, condividere le proprie conoscenze o semplicemente lo spirito di aggregazione speleologica.
Trovate tutti i dettagli a questo indirizzo:“www.gslunense.it/CampoEstivo.htm
mentre il pieghevole del campo è scaricabile qui: http://www.sns-cai.it/brochure/campoest.pdf .
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sabato 19 luglio 2008
Mostra fotografica a Gallicano (Lucca).
Da stasera (19 Luglio) si terrà una mostra fotografica in Piazza Vittorio Emanuele a Gallicano con il tema Alpi Apuane. Si tratta di una raccolta di foto in versione estiva e invernale di alcune vette e scorci suggestivi del panorama Apuano, scattate da un gruppo di amici (tra i quali io) che ritengono sia giusto promuovere il territorio Garfagnino per un turismo rispettoso e responsabile.
La mostra verrà smontata il 26 Luglio, quindi affrettatevi!
Nella foto del post: Acqua in Apuane, la diga di Trombacco in piena.
venerdì 11 luglio 2008
Proiezione a Lucca

Cari tutti,
nel quadro delle attività di divulgazione e promozione della Speleologia, il Gruppo Speleologico del C.A.I. di Lucca organizza una serata di proiezioni di audiovisivi a tema speleologico per sabato 12 luglio 2008 alle ore 21.00 presso la sede provinciale del CONI in Via Einaudi, 120 a S.Anna LU.Verranno proiettati due lavori: il film "La Lunga Notte" di Biondi T.-Gobetti A., una cronaca suggestiva del soccorso operato a Piaggia Bella l'estate scorsa, e "Viaggio nella Terza Dimensione" di Dori P., raccolta di immagini e musica in tecnica TRIDIMENSIONALE.L'ingresso è libero.Locandina dell'evento presente sulla sezione "File" di speleoit.Info ed altro su www.gslucchese.it o su www.cailucca.it.Buona visione.
Antonio Del Magro.
La locandina dell'evento la potete trovare qui:http://www.cailucca.it/documenti/2008/Varie/locandinaseratagsl120708.pdf
domenica 6 luglio 2008
Abisso Roberto Nobili


Finalmente sono riuscito ad avere il rilievo completo della Buca di Vinca (Abisso Roberto Nobili) intitolata al medico del Soccorso Alpino e socio del nostro gruppo deceduto a seguito di una caduta su ghiaccio in Apuane, durante un'intervento di soccorso.
Le esplorazioni sono giunte al termine, quindi possiamo considerare in rilievo aggiornato e, salvo sviluppi in fase di disarmo, definitivo.
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venerdì 4 luglio 2008
Fornovolasco: il complesso "Miniere delle Buge"

Datazione: Sinteticamente possiamo così riepilogare la cronologia dell’escavazione. I primi scavi sono ascrivibili al periodo rinascimentale (1400-1500). La galleria 1 fu scavata verosimilmente sino al piede della prima rimonta mentre la 9 probabilmente solo per alcuni metri. Il cuore della miniera era rappresentato dalla galleria 3, dove fu lavorata quella che abbiamo denominato “Sala dei pilastri” dalla quale si staccò un primo tratto del “ramo Y”; a questo periodo crediamo siano da attribuire anche il cosiddetto “ramo del kaos” e parte del “Fran West”. Nella galleria 4, attraverso il vecchio ingresso franato denominato 4bis, fu tracciata una galleria rettilinea in direzione della 7; in quest’ultima è possibile che l’escavazione fosse concentrata nel “ramo Vecchio Nord.
Nel Settecento furono ripresi ed ampliati i lavori eseguiti in precedenza, prediligendo quelle aree che consentivano l’escavazione della pirite per ottenere il vetriolo e lo zolfo, per i quali si stavano aprendo mercati di vendita. Nella galleria 1 fu scavata la piccola rimonta che consentì di salire fino al livello 720; nella galleria 4 i lavori continuarono in direzione della galleria 7 all’interno della quale, nel frattempo, si era lavorato alacremente per estrarre i banchi di pirite. Sembra probabile che la zona di maggiore attività fosse ancora una volta concentrata nella galleria 3, nella quale si ampliarono i rami laterali e fu creata definitivamente la “Sala dei Pilastri”; da essa gli scavi proseguirono in direzione della zona dell’attuale “lago di sangue” e del “ramo ritroso”.
Nel primo Novecento furono riesplorate gran parte delle vecchie gallerie, ad eccezione della zona che abbiamo denominato “ramo Fran West” e “ramo del kaos”, mentre non suscitò interessi, per l’assenza di mineralizzazioni, il “ramo Vecchio Nord”. La galleria 1 fu portata sino all’attuale termine mentre fu allungata la galleria 9. Le gallerie 8 e 2, considerate sterili, non furono coltivate. Nella galleria 3 fu ampliata la “Sala dei Pilastri” e fu allungato lo scavo oltre il “lago di sangue”; furono cominciati anche i lavori di scavo della discenderia che avrebbe collegato il livello 740 con il livello 720. Il “ramo Y” raggiunse la sua attuale configurazione. La galleria 4 fu unita alle 7 e il tracciamento di nuove gallerie portò all’unione di queste con la galleria 3. Nel frattempo cominciò lo scavo della galleria di ribasso (galleria 5) e nel 1924 iniziarono i lavori anche per lo scavo del nuovo ribasso di quota 675 m. La galleria 6 fu aperta ma subito abbandonata.
Nel secondo Novecento l’attività si concentrò nel livello 720. La galleria 9 fu allungata e raggiunse il piede della discenderia da noi detta “discenderia degli Occhiali”, intersecando anche il tracciato della galleria 5 e proseguendo con il “ramo J”, fino ad entrare in zone completamente sterili. Il nuovo ribasso fu portato fino alla base dell’ardita rimonta che pose in collegamento il livello 720 con la galleria di carreggio che avrebbe, nelle intenzioni del tempo, dovuto consentire di portare il materiale alla stazione di partenza della teleferica.
Nel primo Novecento furono riesplorate gran parte delle vecchie gallerie, ad eccezione della zona che abbiamo denominato “ramo Fran West” e “ramo del kaos”, mentre non suscitò interessi, per l’assenza di mineralizzazioni, il “ramo Vecchio Nord”. La galleria 1 fu portata sino all’attuale termine mentre fu allungata la galleria 9. Le gallerie 8 e 2, considerate sterili, non furono coltivate. Nella galleria 3 fu ampliata la “Sala dei Pilastri” e fu allungato lo scavo oltre il “lago di sangue”; furono cominciati anche i lavori di scavo della discenderia che avrebbe collegato il livello 740 con il livello 720. Il “ramo Y” raggiunse la sua attuale configurazione. La galleria 4 fu unita alle 7 e il tracciamento di nuove gallerie portò all’unione di queste con la galleria 3. Nel frattempo cominciò lo scavo della galleria di ribasso (galleria 5) e nel 1924 iniziarono i lavori anche per lo scavo del nuovo ribasso di quota 675 m. La galleria 6 fu aperta ma subito abbandonata.
Nel secondo Novecento l’attività si concentrò nel livello 720. La galleria 9 fu allungata e raggiunse il piede della discenderia da noi detta “discenderia degli Occhiali”, intersecando anche il tracciato della galleria 5 e proseguendo con il “ramo J”, fino ad entrare in zone completamente sterili. Il nuovo ribasso fu portato fino alla base dell’ardita rimonta che pose in collegamento il livello 720 con la galleria di carreggio che avrebbe, nelle intenzioni del tempo, dovuto consentire di portare il materiale alla stazione di partenza della teleferica.
Tratto dal progetto Subterranea: Miniere e lavorazione del ferro a Fornovolasco. (Buffardello Team)
Doveroso ricordare inoltre la nomina di Ludovico Ariosto nel 1522 come Governatore della Garfagnana che, dopo una visita alle miniere di Fornovolasco così scrisse:
Lo scoglio, ove il sospetto fa soggiorno,
alto dal mare da seicento braccia,
di ruinose balze cinto intorno,
e da ogni parte il cader minaccia:
il più stretto sentier, che guida al Forno,
là dove il Garfagnin il ferro caccia,
La via Flamminia, ed Appia nomar voglio,
che passa verso il mar, va su lo Scoglio.
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