Via Vittorio Emanuele, Castelnuovo Garfagnana (Lucca)

sabato 27 dicembre 2008

Tunnel della Tambura


Mi è arrivato via mail il comunicato stampa della sezione C.A.I. di Castelnuovo di Garfagnana che verrà inviato agli organi di informazione riguardante il progetto del tunnel sotto la Tambura, il link per leggerlo nella sua versione integrale è http://www.garfagnanacai.it/index.php?option=com_content&task=view&id=59&Itemid=26

Nella foto di Alfredo Piccinini: La Tambura versione invernale.

lunedì 22 dicembre 2008

Risultati colorazione



Colorazione Chimera
Bianchi 12/10/2008, Bruno Steinberg(4,80), Marco Lunari (100), Francesco Pierotti, Lisa Biagini
Captore 1 Frigido
Captore 2 scolmatore (equi)
Captore 3 fiume (equi)
Non avevo mai visto il Frigido così in secca.
L'acqua nel canale era proprio poca, non credo molto più di una decina di cm. e scorreva piano.
Ma la sorpresa maggiore è arrivata dalla Barrila.
Completamente secca. Tutto il canale è secco. La prima acqua si trova sotto il ponte di legno, all'altezza di Equi.
Ma non so se arriva dalla Barrila o da Equi.
Equi butta, non dal solito posto, ma poco più in basso, fra le pietre.
Cosa strana che mi è stata riferita da una delle guide, è che la quantità d'acqua oscilla in modo evidente fra il giorno e la notte. Mi ha detto che la mattina la vedono asciutta, tanto da far svuotare il laghetto davanti allo stramazzo più a valle, e poi comincia ad arrivare acqua.
Comunque abbiamo messo i captori, ovviamente solo a valle, uno allo stramazzo e uno sotto nel fiume.

Piogge molto abbondanti
Bianchi 2 – 13/11/2008, Bruno Steinberg(9,60), Marco Genovesi (150+100?)
Captori Equi 2 e 3 portati via dalla piena
Captore 4 Barrila
Captore 5 Equi
Captore 6 scolmatore
Captore 7 fiume
Captore 8 frigido
Stime portata:
Equi e Barrila ben in piena. Barrila 4/5 mc
Equi/barrila fiume sul ponte stradale 6/7 mc
Fiume che raccoglie le sorgenti sotto Ugliancaldo, solco d’equi, e termali 0,8 mc
Confluenza fra il Frigido e Renara – Il fiume dal frigido 4/5 mc – da Renara 1,5/2 mc
Frigido
Troppo pieno Frigido 0,5 mc
Pollaccia vista dalla strada – ben in piena, il lago davanti allo scolmatore pieno d’acqua con poco dislivello rispetto all’acqua che usciva
Fontanaccio – come al solito, anomala con non troppa acqua…..0,2 mc
Ma siamo proprio sicuri che il frigido sia la sorgente più grande delle Apuane? Troppe volte le mie osservazioni empiriche mi hanno detto di no……
Sostituzione Bianchi 19/11/2008 Bruno Steinberg (8,20+10,00)
Captore 9 Barrila
Captore 10 Equi
Sorgenti con portata normale, tranquille.
Captore Frigido svuotato da un taglietto
Sostituzione bianchi 22/11/2008 Bruno Steinberg (150)
Captore 11 Frigido
Colorazione : sabato 22 novembre 2008 una squadra composta da: Del Testa Stefano, Santalmasi Loris, Simona Marioti, Alberto Pellinacci, Adami Jacopo e Tomas.. , raggiungono il secono sifone terminale dell’abisso Chimera posto alla quota di -1000m dall’ingresso, per effettuarne la colorazione.
Alle ore 04.10 di domenica 23 novembre inizia l’immissione del colorante nella forra subito a monte del suddetto sifone, la colorazione si conclude verso le 05.30 dopo aver buttato 4kg di fluorescina. La colorazione è stata documentata con numerose foto.
Domenica notte/lunedì mattina nevicata fino a quote basse in Garfagnana, a quote più alte lato mare.
1° passaggio 25/11/2008 – Bruno Steinberg, Loris Santalmasi (160+7,60), Simona Marioti, Stefano Del Testa, Conte di Vagli
Captore 12 Frigido
Abbastanza acqua. Ad occhio non colorata, ma era buio.
2° passaggio 27/11/2008 – Bruno Steinberg (160+7,60)
Captore 13 Frigido
Presenza di verde nell’acqua. Portata media.
Venerdì e sabato – giornate di pioggia, anche a quota abbastanza alta – 1000/1200 in Appennino (Prato Fiorito si è ripulito dalla neve) – Domenica nevicava da Isola Santa in su.
3° passaggio – 30/11/2008 Bruno Steinberg (9,60+10,00) Valentina Malcapi ( 200 + 3,80)
Captore 14 Barrila
Captore 15 Frigido
Equi in piena…… Usciva tanta acqua anche dal cancello. Secondo me, ma Vale diceva di meno, passavano sotto il ponte a valle dello stramazzo almeno 8 mq.
Discreta piena anche del fiume che arriva dal solco.
Per fortuna il captore della Barrila era prendibile. Ottima posizione, anche se passano diversi metri cubi in più non ci dovrebbero essere problemi. Contemporaneamente, anche in caso di magra, è a mollo.
Fontanaccio.- In piena credo che sia la prima volta che la vedo con co0sì tanta acqua. Sicuramente usciva anche dalla grotta.
Pollaccia – In piena niente male anche lei. Praticamente si poteva solo supporre che ci sia lo stramazzo, lo scalino che l’acqua formava era proprio piccolo.
Frigido – Anche lui ovviamente in piena. L’acqua usciva da varie altre bocche vicino. Diversi mc. Bella uscita anche dal troppo pieno.
Sorgente Risposta strumentale ritiratoBarrilla 10 biancoFrigido 8 15 biancoFrigido 11 13 25/11 ore 18Frigido 12 175 27/11 ore 17 Frigido 13 950 30/11 ore 15
4° passaggio 11/12/2008 Bruno Steinberg (8,20)
Ritirato captore Barrila – quello di Equi portato via dall’acqua e quello di sicurezza a valle, svuotato da un taglietto nella rete.
5° passaggio 15/12 Bruno Steinberg (160 3,90)
Frigido- captore buttato fuori dal torrente e bucato

sabato 20 dicembre 2008

Serata di auguri a Castelnuovo







Giovedì sera si è tenuta la tradizionale serata di auguri della sezione C.A.I. di Castelnuovo Garfagnana, eccezionalmente svolta nella fortezza di Monte Alfonso, suggestivo scenario con contorni storici. Nell'occasione sono state consegnate le aquile per i soci "storici" della sezione e il nostro gruppo ha presentato una raccolta di immagini sull'esplorazione dell'Abisso Chimera, suscitando un notevole interesse e un'enorme curiosità tra i non addetti ai lavori. La proiezione si è trasformata in una mega intervista agli esploratori i quali hanno chiarito alcuni termini usati per descrivere le grotte, i metodi di rilievo e misurazione e alcune caratteristiche della sicurezza in esplorazione. Serata bellissima, ci siamo sentiti protagonisti della serata e al centro dell'interesse della sezione C.A.I. di Castelnuovo. Ringrazio pubblicamente tutti quelli che sono intervenuti, le autorità e i soci che hanno reso possibile questo bel momento di speleologia.

giovedì 18 dicembre 2008

Commentatelo voi


"Importanti novità in vista per la viabilità della Garfagnana: il sindaco di Vagli Mario Puglia informa che, dopo molti incontri con i componenti del governo, in particolare con il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, ha ricevuto da quest'ultimo una lettera in cui si annuncia l'avvio dell'iter burocratico per la concessione di un ingente finanziamento, pari a 25 milioni di euro, destinato alla realizzazione della galleria della Tambura, nota come variante della via Vandelli, che permetterà, una volta portata a compimento, di accorciare i tempi di collegamento con l'Alta Versilia"

Articolo su LA NAZIONE cronaca Mediavalle-Garfagnana, del 18\12\2008 a pagina XII.

Nella foto: La marmifera che conduce al Passo della Focolaccia, Monte Tambura.

venerdì 12 dicembre 2008

Ancora emozioni dal profondo...


"Quel chimerico abisso non era, in realtà, una chimera e la mia immaginazione non doveva essere che un segno premonitore, poichè finalmente il mio lungo fantasticare ha preso corpo, e le mie speranze più folli si sono tramutate in realtà." Norbert Casteret, prefazione Trent'anni sotto terra.
In settimana mi chiama Loris per farmi un promemoria di tutta la roba che mi può servire per cercare di andare in chimera per il ponte dell'immacolata. Le condizioni di avvicinamento sono proibitive e la possibilità che l'ingresso sia tappato dalla neve sono molto alte; le condizioni meteorologiche non ci aiutano.....E' sabato 6 dicembre ore 10.45 quando con una mezz'ora di ritardo sulla tabella di marcia trovo Loris, Herba e Manuel (sardo, naturalizzato toscano appartenente al gruppo dei fiorentini.... un ottimo speleo, aspro!), che mi aspettano alla sede... I soliti discorsi di rito: che si fa che non si fa.... forse si, forse no, ma questo ma quello, via andiamo a Vagli e vediamo com'è il tempo, poi magari si va fino alle cave basse.... insomma per farla breve la voglia inconfessata ma che timidamente emerge è quella di andare 3 giorni al Chimera! Detto fatto, ci carichiamo come somari di tutto quello che può' servire per un soggiorno di 3 giorni in grotta più l'occorrente per un avvicinamento di circa 3 ore su ghiaccio! Che dovevo fare? mandarli da soli a divertirsi come matti e per l'ennesima volta ascoltare estasiato i racconti dell'esplorazione? non potevo proprio!!!!!!!!!!Quindi con la certezza che se fossimo partiti dal gruppo sarei poi andato fino -1000 per un campo interno di 2 notti, carico tutto sulla jeep di loris e parto con gli altri compagni di avventura.A vagli il tempo è splendido, come previsto lasciamo la macchina sulla strada in prossimità del bivio per le cave. Ottimo! da lì a piedi fino alle cave basse e poi, ramponati, si sale il canale che ci porta dritti all'ingresso di chimera.Arriviamo all'ingresso dopo quasi 3 ore di camminata impegnativa su ghiaccio; già esser lì è una vittoria per me, sono esausto, mi gira la testa e mi fa male lo stomaco... herba mi ha appena detto che l'ngresso è aperto:"è un po' più stretto ma si passa!" Sono indeciso, sono agitato... in pratica ho paura! Che faccio entro o no? poi devo risalire, risalire , risalire.... questa maledetta parola che mi rimbomba in testa..... in culo tutto! in culo il risalire! ora c'è da scendere! Si entra lasciandoci alle spalle uno splendido tramonto roseo....Faccio fatica su quasi tutti i frazionamenti, non sono sereno e me ne rendo conto... osanna, pozzo nero, sala dell'acquila, gallerie di bering pozzo del pizzaiolo..... non si torna indietro! Bivio, traverso e pozzo Mirage... si scende verso il P.160 "touch in the void" Man mano che scendiamo mi distendo e arrivo bello carico ad affacciarmi nel vuoto.... solo attraverso il rimbombo dello sgrondo dell'acqua mi rendo conto di quanto è grosso quel pozzo, ma in realtà è mentre lo scendo che capisco che il mio concetto di "pozzo grosso" debba essere rivisto (relatività)... Controllo il mailon dell'imbrago, stringo la ghiera del moschettone del discensore, verifico la correttezza delle longes e del rimando, infine controllo la chiusura del terzo bloccante di sicurezza: è ben chiuso anzi direi che è bello stretto :-) Tocco terra estasiato, alcuni secondi per riprendermi e poi via con le esplosioni di felicità al campo... -900 e spiccioli!Il campo è casa, il campo è ristoro e felicità, il campo avrebbe bisogno di un racconto a parte... comunque si mangia bene e tanto... ci si scalda con the e grappa poi si montano le amache si sistemano i sacchi a pelo.... si dorme fino alle 8 di mattina, si fa colazione e si va a lavoro! 2 squadre: io e loris impegnati in una risalita, manuel e herba foto rilievo. In risalita Loris cerca di intercettare un finestrone che speriamo ci apra nuovi orizzonti, arrivato in cima salgo io inventando nuove varianti del nodo a 8 e del barcaiolo.... Loris è indeciso tra il lasciarmi dove sono o aspettare che lo raggiunga per rubarmi il piumino e lascirmi lì.... 'sti speleologi nascono imparati :-).... che sarà mai un po' di freddo!!!!!!Arrivato in cima sono accolto da una aria fresca che mi colpisce la faccia, lontano il frastuono d'acqua... ci siamo, tra poco entriamo in un mondo nuovo e incantato dove avremo il privilegio di constatare come la natura, a dispetto di quello che si crede, si diverta a creare semplicemente per il gusto di fare! seguiamo l'aria intercettiamo il piccolo ruscello e troviamo un pozzetto di 5-6 metri con cascata... "tanto rumore per nulla" dice Loris. Torniamo indietro per verificare altre diramazioni e veniamo raggiunti da Herba e Manuel: anche loro hanno scoperto un po' di gallerie nuove, circa un 200 metri, ma che ricollegano tutte sulla via principale. Tutti e 4 insieme decidiamo di scendere il pozzo trovato da me e loris.Alla base del pozzo l'attivo continua per altri 5 metri poi gira e si lancia a cascata in un ambiente spettacolare: 15 metri di salto, marmo grigio con striature nere, stupendo! è il pozzo D.M.!!!! La forra continua e procediamo per una cinquantina di metri disarrampicando, poi un saltino ma purtroppo la corda è finita e siamo costretti a ritirarci. Ultima sera al campo, ormai le paure sono passate e anche i tentativi di loris di farmi agitare (la prima notte non ha dormito perché si sognava una slavina che chiudeva l'ingresso) falliscono. Sono tranquillo e mentalmente pronto per la lunga salita di domani. A cena si mangia da sfondati, orecchiette al pesto (cucina herba), paella (cucina loris), wustel al tegame, affettati e formaggi di ogni tipo, dolcetti e cioccolata, vino grappa the e letto; domani sveglia presto si torna fuori. La prima sera sull'amaca non è andata troppo male, Manuel invece, a terra, ha dormito peggio e quindi gli cedo volentieri il posto per provare anche l'esperienza di dormire al suolo. Dormo bene, la sveglia è delle migliori: un bel the caldo e biscotti.... Loris ed herba sistemano il campo, io ringrazino mentalmente jacopo e il conte per avermi fatto utilizzare le loro attrezzature, raccolgo le mie cosette e comincio la lunga salita verso la luce... Lo ammetto: il mio era il sacco piuma :-)))))). Badando il più possibile a non buttar giù sassi risalgo il più rapidamente possibile cioè cercando di non fare troppo tappo; dietro, i 3 animali mi seguono e mi cazzeggiano, maledetti.... Salgo con piacere, cerco di non sforzare, mi tolgo la tuta per evitare surriscaldamenti ma è quasi inutile.... si ride e si scherza sul fatto che magari la slavina c'è davvero e non possiamo uscire..... si mangia alla galleria di bering, poi riprendiamo la salita, ormai siamo fuori.... passiamo la chiave di volta, la pressa e i vari passaggini stretti, l'ultima strettoia si passa facilmente visto che le pareti sono ghiacciate, siamo a -15, si vede il cielo azzurro fuori, noi da dentro dobbiamo liberare la corda dal ghiaccio e salire su quello che è diventato uno scivolo ghiacciato. Siccome i ramponi da stivale non li hanno ancora inventati a me' tocca bestemmiare non poco per riuscire a tirarmi fuori!Non è facile raccontare di momenti felici, gioia e relax quando, nello stesso momento, poco lontano, impegnati in attività simili si puo' anche morire! Quindi sottolineo i ringraziamenti a Loris e Herba che si sono messi a disposizione per agevolarmi in ogni modo e rendere tutto sicuro e all'apparenza semplice!
Marco.

giovedì 11 dicembre 2008

Campo base avanzato al Chimera

Nella foto di Marco Lunardi: gallerie fratiche nelle regioni profonde del Chimera.

Nella foto di Marco Lunardi: condotta freatica.

Nelle foto di Marco Lunardi: momenti di vita da campo base.






Dopo un monte di incertezze per il maltempo che ha imperversato negli ultimi 10 giorni ci siamo trovati al Gruppo per il primo Campo interno al Chimera. Abbandonata la macchina al bivio per Gorfigliano, somati del nostro fardello pieno di incertezze, sogni e materiali ci siamo incamminati verso l'ingresso. Quasi tre ore di cammino in piene condizioni invernali in un paesaggio mozzafiato ci hanno condotto alla grotta, che sembrava attendere proprio noi lasciandoci un pertugio soffiante a misura d'uomo. Armiamo con un tubolare sotterrato come corpo morto e ci caliamo in quel cunicolo ghiacciato spazzato dal vento. Scendiamo con calma, un forte sgrondo sul P160 ci costringe a modificare un armo, ma giunti al campo si respira aria di casa. The, tortellini in brodo e via nel cuccio, emozionati e felici di stare in quell'insolito Motel a 4 stelle. Sveglia alle 7.00 e dopo un abbondante colazione ci dividiamo, io e Maicol (Manuel) rilievo del 2° sifone e esplorazione delle gallerie nella zona, Loris e il Gino a risalire. Il rilievo dopo un po' di organizzazione iniziale fila liscio fino al pozzo finale che da sul sifone, c'è troppa acqua e lo sospendiamo. Andiamo a vedere delle gallerie ancora inesplorate e dopo un passaggio angusto sfondiamo in una bella galleria freatica fatta con il compasso, la percorriamo per 100-150m ed un laminatoio si getta in una zona gia nota. Un po' di foto e ce ne andiamo a cercare gli altri, che nel frattempo avevano risalito una quarantina di metri fino alla sommità di un franoso pozzo. Una volta riuniti iniziamo a guardarci intorno, seguiamo la condotta che ha generato il pozzo e arriaviamo sotto un grossa e inquietante frana, Loris con la sua ormai collaudata teoria "Sono Talmente grossi che non si muoveranno" si infila dentro, ma niente, tutto ostruito, allora Io e Loris forti della suddetta teoria ci arrampichiamo su per la frana, ma niente, anche sulla sommità il passaggio è ostruito.
Resta da vedere un buchetto che si getta su una bella forra attiva, anche essa ostruita a monte dalla frana, che fa pensare ad un grosso ambiente di crollo soprastante, la percorriamo fino sull'orlo di un pozzo. La forra è percorsa da una bella quantità d'acqua, il fragore è intenso, armiamo il pozzo e ci troviamo affacciati ad una finestra su un grosso ambiente nero, armiamo anche questo e scendiamo; il pozzo è bellissimo, presenta delle striature grigie sul marmo bianco, alla base la forra continua e si getta su un 'altro pozzo, sembrano anche occhieggare delle gallerie freatiche ma la corda è terminata, e dopo aver sistemato un po' di armi torniamo al campo.
Ora soddisfatti delle esplorazione ci rifocilliamo con delle ottime orecchiette al pesto, vino rosso, paiella; prima di gettarsi nelle amache facciamo un po'di foto, e dopo un bel consueto The tutti a letto. La notte scorre veloce, elle 8.00 cominciamo a risalire, alle 16.00 siamo tutti fuori; le temperature cono calate di brutto, e il nostro corpo morto è ormai di proprietà della Tambura, una volta cambiati apprendiamo della sciagura avvenuta in Pania, e con molta cautela visto la durezza della neve ci incamminiamo verso la macchina. Il Gino si sente invincibile questa punta lo ha gasato nel profondo, e con indubbia eleganza e sprezzo del pericolo saltella sui ramponi tanto da essere richiamato all'ordine!!!! Arrivati alle macchine siamo fieri della punta che abbiamo strappato con le unghie e con i denti per poter realizzare il primo campo SpG al Chimera!!! Una grande squadra non può che dare un gran risultato e un ricordo che resterà dentro di noi per sempre.o nel bianco invernale.

Stefano Del Testa (Herba).

lunedì 8 dicembre 2008

Aggiornamento incidente in Vetricia


Stefano Chiesa di 31 anni e' precipitato domenica sera per oltre 100 metri in un pozzo carsico mentre insieme ad alcuni amici stava effettuando una traversata lungo il canale della Vetricia, in una zona non molto distante dal rifugio Rossi ai piedi della Pania della Croce, nel comune di Molazzana. Il cadavere dell'uomo, che faceva il vigile del fuoco e che aveva appena vinto il concorso per entrare in pianta stabile nei pompieri, e' stato recuperato nel primo pomeriggio di lunedi' dagli uomini del soccorso speleologico della Toscana che per raggiungere il canalone hanno impiegato alcune ore. Il recupero della salma e' stato particolarmente difficoltoso perche' lungo le pareti della 'buca del faggio di Vetricia', dove e' scivolato l'uomo, i soccorritori hanno scoperto una frana sospesa che richiedeva molta precauzione. L'incidente e' avvenuto a quota 1500 metri. La cavita' ha uno sviluppo di 120 metri con un dislivello di 110 metri che non ha lasciato scampo a Stefano Chiesa.

Fonte: Noi TV.

Incidente in Apuane

Ieri sera, mentre stava facendo un'escursione nella zona del Rifugio Rossi alla Pania, un'escursionista è precipitato in un pozzo carsico profondo 110 metri perdendo la vita. Al momento non si conoscono le generalità dell'uomo.

domenica 7 dicembre 2008

Maltempo e disagi

video

Condizioni meteo pessime in Garfagnana in questi giorni, anche se la fase di maltempo sembra superata rimane sempre lo stato di allerta viabilità, infatti sono ancora parecchie le strade interessate da fenomeni franosi. Dal video girato presso la diga di Trombacco (sulla provinciale per Vergemoli- Fornovolasco) si intuisce la dimensione della piena.

(Thanks to Giacomo)