Via Vittorio Emanuele, Castelnuovo Garfagnana (Lucca)

mercoledì 24 giugno 2009

L’ombra svelata


….A volte dopo uno scroscio di pioggia compare nel cielo un arcobaleno,
ma solo in certe giornate e per brevi istanti.
Si dice che dove finisce l’arcobaleno si apre una grotta
e si dice ancora che in questa grotta
vi sia conservato e si possa ammirare un grande tesoro….

18 Luglio 2009 Rifugio Rossi ( Alpi Apuane)
L’ombra svelata
La speleologia tra esplorazione, racconti, novelle, immagini a cura di Gianni Guidotti.

Incontro con una della attività di ricerca ed esplorazione più discrete e più riservate la Speleologia, la faccia nascosta delle Apuane e non solo attraverso i racconti e le immagini di speleologi.
Nella foto: il Naso, la Pania Secca e il rifugio Rossi dalla cresta della Pania della Croce.

venerdì 19 giugno 2009

Estate in Apuane





Martedi scorso abbiamo effettuato una passeggiata-battuta in Carcaraia, rischiando l'insolazione. Il sentiero della Tombaccia è invaso da piante cadute a seguito delle valanghe di quest'inverno, per il resto lo scenario è spettacolare.

lunedì 15 giugno 2009

Canale del Termine (Pania della Croce, versante sud)




Gallicano 11-06-09 Adolfo Da Prato e Pietro Taddei in esplorazione al Canale del Termine. Da Fornovolasco,prendere il sentiero C.A.I.n° 130 per Foce di Valli. Dopo circa un’ora e venti di discreta salita si giunge nei pressi di alcune capanne e, dopo qualche minuto,ci troviamo a quota 950 m al confine tra i faggi e la Costa pulita. Relazione: A quota 950m. iniziamo a scendere. Il benvenuto ce lo dà la carcassa di un muflone: stiamo entrando nel loro habitat ,ci rendiamo subito conto che quello che stiamo discendendo non è un canale, bensì una Forra, in quanto entriamo subito in una gola caratterizzata da ripidi salti, prodotti dall’erosione delle acque e dalla resistenza di parti della roccia. Proprio in questo punto notiamo, con nostro stupore, formazioni di marmitte, anche di notevole grandezza. L’ambiente è molto selvaggio per cui ci muoviamo con cautela fra piante sradicate e detriti. Le calate con corda sono molto frequenti e ogni volta dobbiamo inventarci un ancoraggio di fortuna, per cui, oltre che ad assicurarci a clessidre o massi molto grossi, optiamo anche per tronchi d’albero, travolti dalle forti piene che troviamo sul nostro percorso. Nonostante la quasi totale mancanza di acqua, le pareti sono molto umide e scivolose a causa della formazione di muschi. L’ambiente è stupendamente selvaggio ‘’aspro’’, quasi impenetrabile per cui a volte non riusciamo a vedere il cielo. Per pochi attimi perdiamo la nozione del tempo e dello spazio, affascinati dalla visione di numerose grotte, rifugio di animali selvatici,ai quali dobbiamo porre la nostra attenzione poichè essi,impauriti dalla nostra presenza, fuggendo possono scaricare detriti su di noi. Per me questa è stata un’ escursione interessante ed un’ esperienza irripetibile. Penso che noi ,molto probabilmente, siamo stati i primi ad avere sceso nella sua completezza il Canale del Termine. Descrizione avvicinamento: Da Fornovolasco, prendere il sentiero C.A.I. n°130 per Foce di Valli,dopo circa un’ora e venti di discreta salita,si giunge nei pressi di alcune capanne,rifugio per cavalli allo stato brado e, dopo qualche minuto, siamo a quota 950 m. al confine tra faggi e la Costa pulita. Informazioni: Da quota 950 m. si scende a 550 m. fino ad arrivare sul sentiero n° 6 nei pressi della Tana che Urla. Tempo impiegato 4h e 30minuti , con circa 40 calate con corda. Materiali: imbraco basso,casco,2moschettoni,discensore a otto,autobloccante,fettuccia,cordini vari (4/5) Una corda da 30 m. e una da 50/60. A causa della totale mancanza di soste o ancoraggi attrezzati,munirsi di un kit adatto allo scopo.(abbiamo lasciato solo una cordina in una clessidra.) Consigli: Accertarsi delle condizioni meteo. In caso di pioggia improvvisa e abbondante,il canale ,in breve tempo , potrebbe arrivare a convogliare una notevole portata di acqua. Le vie di fuga sono inesistenti. Data la lunghezza del percorso ed il tempo impiegato consigliamo di portare con sè acqua e viveri.

giovedì 11 giugno 2009

Ancora foto dallo SPELEO LIMBURG







Ho ricevuto via mail una serie di immagini scattate durante la traversata del Corchia, eccole per voi.



Foto: Peter Goossens

lunedì 8 giugno 2009

Nuove foto dal campo interno











Appena ricevute, pubblico le foto scattate da MARC FAVERJON durante il campo interno a Chimera del fine settimana scorso.

mercoledì 3 giugno 2009

Week end lungo in Chimera, ad esplorare!


Sabato mattina in 9 ci troviamo alla galleria, il prezioso aiuto del Cecchi ci permette di parcheggiare i fuoristrada a 30 minuti dall'ingresso. Lo squadrone composto da Lollo, Simona, Marc, Leonardo, Alessio, Michele, Ivy, Marco ed io si incammina verso la grotta, la discesa è fluida, interrotta da qualche servizio fotografico; Leonardo annota con attenzione sul suo prezioso taccuino ogni piccolo dettaglio geologico, e risponde con precisione alle nostre assillanti e a volte scontate domande.
Arivati a -900 spostiamo il campo in una grossa galleria a -950, piazziamo le amache ed il necessario per la notte, e dopo una bella cena accompagnata da buon vino e tante discussioni ci infiliamo nei sacchi a pelo.
La mattina seguente partiamo per le esplorazioni, Loris e Alessio continuano la risalita di Lollo, io e Michele andiamo a risalire sul fondo, Leonardo e Marco invece escono in giornata, dopo aver raggiungono il sifone terminale, gli altri fotografano. Io e Michele iniziamo ad arrampicare una frattura percorsa da un intenso flusso d'aria che nei punti stretti aspira la polvere del trapano! A tratti è intasata da detriti pericolanti e durante un'operazione di pulizia ci vediamo sparire 3m di pavimento sul quale avevo arrampicato e camminato pochi istanti prima, lasciando Michele in spaccata con il fiato ed il culo sospeso! Terminati i materiali facciamo retro front e ci dirigiamo verso il campo. Io e Simona andiamo a cercare Lollo ed al termine della risalita vediamo una bella galleria di un centinaio di metri che termina su un passaggio stretto, al di là la galleria continua con le pareti colate di calcite bianchissima e con tanto di aragoniti ed eccentriche. Troviamo Loris ed Alessio con un sorriso da 1600 denti, che ci raccontano che sopra c'è un piano freatico altrettanto interessante.
Torniamo al campo a rifocillarci ed a riposarci; il giorno seguente ci concentriamo tutti al ramo di Aragon per fotografare, rilevare e finire di esplorare, purtroppo però il ramo sembra per ora non regalarci altro, l'aria si infila in un pertugio impercorribile anche per Simona, e le altre arrampicate sembrano andare a stringere.
Comunque con 500m di nuovo rilevo, tante nuove foto e 300m di nuove gallerie chiudiamo anche questo campo, che porta Chimera ormai vicina ai 4.5Km di sviluppo.
Stefano Del Testa (Herba).
Foto archivio SpG: Gallerie freatiche di -1000, Abisso Chimera, Carcaraia.

lunedì 1 giugno 2009

Canyon in Garfagnana: aggiornamento e news




Questo post è dedicato a chi si appresta a passare per la Garfagnana durante l'estate ed è intenzionato a frequentare le forre: il Rio Selvano (Fabbriche di Vallico), è stato completamente ripulito e ri-armato con placchette ed anelli inox che permettono la progressione anche in situazione di regime idrico discreto, bisogna comunque fare molta attenzione ad alcuni salti che potrebbero essere interessati dalla presenza di tronchi sul fondo. L'Orrido di Botri è stato armato con corde fisse nella parte finale, quella a fruizione turistica, mentre la parte superiore non è stata ancora controllata a causa del regime idrico abbastanza impegnativo al momento attuale. La fruizione rimane comunque regolamentata dal Corpo Forestale dello Stato che controlla gli accessi alla zona protetta e registra gli eventuali ritardi degli appassionati che scendono questo splendido canyon. Per quanto riguarda la forra dell'Ania (Coreglia Antelminelli) farò una ricognizione domattina, comunque anche qui sono stati posizionati degli armi in acciaio inox e quindi non dovrebbe presentare problemi.
Nelle foto: Orrido di Botri, "sotto la cascata" e "la confluenza" (foto archivio APIANS)