Via Vittorio Emanuele, Castelnuovo Garfagnana (Lucca)
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martedì 2 novembre 2010

sabato 5 giugno 2010

Immersione al sifone finale di Chimera






La squadra è ancora in azione nella profondità di Chimera. Essendo uscito in anticipo, (era previsto) ti giro news e foto dell' immersione sul fondo di Chimera. Gianni (Guidotti) si è immerso ieri mattina nel sifone terminale. Ha raggiunto -15 m. Il sifone continua molto grande e quasi verticale: visione a -25m.
Il fondo di Chimera con questa immersione e le correzioni topografiche passa a -1028 m.
La squadra si compone di Herba, Gino, Iacopo, Lisa, Tomas, Tomi, Luigi, Laura, Giani e Marc.
Ora sono in esplorazione nella zona del campo di -700.
foto e notizia di Marc Faverjon.

mercoledì 7 aprile 2010

In Chimera a Pasqua: la cronaca


Il consueto campo di Pasqua è durato in totale ben 6 giorni. Sono stati topografati altri 400m di grotta. Abbiamo inizialmente concentrato le nostre forze per a risalire un bel pozzone, con le pareti costituite da deposito di riempimento, senza ancora raggiungerne la sommità, ma è stato esplorato un nuovo ramo ancora da vedere con cura, che per ora ci ha permesso di congiungerci con le risalite fatte dal fondo ed intercettare una nuova forra attiva, ferma per ora su un pozzo da scendere. Come sempre i punti interrogativi aumentano con lo sviluppo che ormai è quasi 7km.
Hanno partecipano: GinoMarco, Iacopo, Trilly, Marc F., il Conte, Massi ed io.
Herba.

martedì 8 dicembre 2009

Rami nuovi in Chimera: ecco le foto




In anteprima mondiale queste sono le foto dei nuovi rami di Chimera, scattate dagli esploratori durante i 4 giorni di campo interno. Nonostante le difficoltà per le improvvise cascate attivate dalle condizioni meteo le esplorazioni ed il rilievo sono andate avanti, ampliando notevolmente lo sviluppo della grotta. Da segnalare le innumerevoli doccie sopportate dagli esploratori in fase di risalita.

lunedì 23 novembre 2009

Abisso Chimera: nuove esplorazioni


In questo fine settimana una squadra di esploratori è stata in Chimera per tirare avanti il lavoro.
Pubblico il testo integrale del SMS ricevuto da uno di loro: "Mezzo chilometro di rilievo in una notte! Ambienti esagerati!

Nella foto di Simona Marioti: la Sala dell'Aquila, Abisso Chimera.

venerdì 31 luglio 2009

Abisso Chimera: un anno di esplorazioni.











Era giugno 2008 quando mi accingevo a fare quattro passi verso Santiago di Compostela.Gli amici del gruppo speleo mi avevano salutato calorosamente e nessuno, ne io ne loro, sapevamo cosa ci stesse riservando il futuro. Ero prossimo a Santiago quando mi cominciano ad arrivare notizie di un buco ventoso, stretto ma che sembrava avesse deciso di essere violato. Al mio rientro mi precipito subito al gruppo e mi accorgo che qualcosa è cambiato. C'è un luce nuova negli occhi di quei personaggi che da 2 anni avevo cominciato a frequentare abbastanza spesso. Mi raccontano, con frenesia tipica del tossico in astinenza, che la Buca del Selcifero ormai era un ricordo dei reggiani e che, passate le tre strettoie, sfonda su uno pozzo stupendo che seguito da un altro P.40 arriva in sale e gallerie di ciclopiche dimensioni.... ed ancora c'è da scendere ed esplorare.Quegli occhi non ammettevano giustificazioni, dicevano "Ora o mai più" è il sogno di una vita... L'anima ardeva, voleva bruciare il corpo che la costringeva lontano dagli inferi. La settimana dopo ero dentro a portare sacchi di corde e attacchi!!!! L'incontenibile Trilly, che solitamente era tutta un lamento per il freddo, nemmeno sentiva la temperatura di 3-4° interna alla grotta. Herba, che avevo conosciuto come instancabile e abile attrezzista, nonché trascinatore e organizzatore, aveva raddoppiato le energie: preparava bobine di corde, attacchi, trapani e batterie... si caricava tutto nello zaino e via con il vento in faccia a fare strada! Lollo, che solitamente cercava di bilanciare gli slanci di Herba con il resto del gruppo, sempre alla ricerca del confort totale, armava pozzi, organizzava le squadre e portava ogni genere di succulenta cibaria... mangiava e riprendeva a esplorare come un bimbo che, con un bel gruzzolo di soldi, si aggira da solo nel luna park! Insomma questi i protagonisti, gli esempi lampanti, per dire che tutto il Gruppo è cresciuto, si è prodigato e ha sostenuto uno sforzo che sicuramente era più grande di quello che, fino allora, avevano fatto sia come singoli che come gruppo stesso!Passano le settimane, la grotta si approfondisce e viene battezzata "Chimera", il mostro mitologico, il sogno!Al venerdi, in sede, finalmente ci si ritrovava, sono lontani i giorni dove passando vedevo la luce spenta, ora si parla di chi va a fare il rilievo, le foto, i video, che nome dare alla grotta e come organizzarci per il week end.Si raggiunge la quota di -1.006, si organizzano campi interni di diversi giorni, si va in grotta con amici nuovi ma soprattutto si continua sognare e quella luce negli occhi non sembra affievolirsi, anzi, ogni nuova punta rigenera il fuoco ed ogni nuovo punto interrogativo ne incrementa la forza... Il "mostro" non è mai domo ne di corda ne di esploratori, ingolla anche il poeta di Vagli, il Conte, che ne aveva sognato i passaggi alla quota di circa -600!!!!Arriva la primavera, si fa il corso, poi l'estate il corso finito e uno sguardo d'intesa tra Lollo ed Herba mi lascia perplesso. Poi all'unisono mi guardano in cerca di intesa... Capisco! Siamo al presente, è mercoledi, raduno il Gaag e fisso l'appuntamento per domenica alle ore 5, si va in Chimera c'è da far passare il caposaldo DM3 alla Lisa e poi c'è quella questione che ormai non può più attendere.....Ci troviamo puntuali alle 5.00 a Fosciandora, io, fragino, lisa e il nuovo acquisto del gaag: Diego!Raggiungiamo Loris e Herba alla cava Bettini poi via verso l'ignoto. Nella sala dell'aquila ci dividiamo, fragino e lisa puntano verso le gallerie di bering, io diego herba e lollo in esplorazione lungo una condotta che per ora arriva su un pozzo... si scende il pozzo ed arriviamo in una sala, si bazzica un po' in giro e ci rendiamo conto che siamo ritornati su bering, mi metto a mangiare mentre loris ed herba armano un pozzo che punta verso una frattura, arriva anche diego che nell'attesa girottola andando a beccare una bella galleria freatica! Lo raggiungo, esploriamo diverse diramazioni di cui una spettacolare! Una condotta freatica, nel marmo bianco molto lavorata dall'acqua. Ci raggiungono anche Loris ed Herba scendiamo un pozzo e uno scivolo che però ci riporta in Bering! Continuiamo a guardare e becchiamo una condottina che ci porta in una stanza e da lì, salendo lungo una frana, in altra. Comincia a farsi tardi, anzi è tardi! Si comincia a risalire tutto è stato fatto: la lisa ha passato il DM3, il mostro ci ha stupito ancora con delle condotte spettacolari regalando alla sua vittima un felice trapasso. Eh si... la risalita dopo esaltanti attività di ricerca ed esplorazione dopo 10 ore passate in grotta.... già dopo il primo tiro in salita il valoroso Diego si rende conto del tranello che gli abbiamo preparato, il mostro reclamava speleologi, sangue fresco e i due sacerdoti, Herba e Loris, non potevamo esimersi dal compito! Herba incalza e chiede a Diego se gli sembra come il corso ma diego ormai è nella mistica fase della risalita e nel suo mondo, protetto dal guscio di vapore, non c'è niente se non il croll che non scorre o che non si apre e ancora tanta, tanta grotta da fare..... Usciamo alle 23.30, ad aspettarci c'erano le stelle che brillavano con intensità speciale! Arriviamo alla macchina e domando: Diego come va? Sono paralizzato!!!!! Buon compleanno Chimera...
Marco Lunardi, Speleoclub Garfagnana C.A.I.

Nelle foto di Marc Faverjon: Il campo interno, il pozzo da 160 metri, la colorazione e le regioni freatiche di -1000.

lunedì 8 giugno 2009

Nuove foto dal campo interno











Appena ricevute, pubblico le foto scattate da MARC FAVERJON durante il campo interno a Chimera del fine settimana scorso.

mercoledì 3 giugno 2009

Week end lungo in Chimera, ad esplorare!


Sabato mattina in 9 ci troviamo alla galleria, il prezioso aiuto del Cecchi ci permette di parcheggiare i fuoristrada a 30 minuti dall'ingresso. Lo squadrone composto da Lollo, Simona, Marc, Leonardo, Alessio, Michele, Ivy, Marco ed io si incammina verso la grotta, la discesa è fluida, interrotta da qualche servizio fotografico; Leonardo annota con attenzione sul suo prezioso taccuino ogni piccolo dettaglio geologico, e risponde con precisione alle nostre assillanti e a volte scontate domande.
Arivati a -900 spostiamo il campo in una grossa galleria a -950, piazziamo le amache ed il necessario per la notte, e dopo una bella cena accompagnata da buon vino e tante discussioni ci infiliamo nei sacchi a pelo.
La mattina seguente partiamo per le esplorazioni, Loris e Alessio continuano la risalita di Lollo, io e Michele andiamo a risalire sul fondo, Leonardo e Marco invece escono in giornata, dopo aver raggiungono il sifone terminale, gli altri fotografano. Io e Michele iniziamo ad arrampicare una frattura percorsa da un intenso flusso d'aria che nei punti stretti aspira la polvere del trapano! A tratti è intasata da detriti pericolanti e durante un'operazione di pulizia ci vediamo sparire 3m di pavimento sul quale avevo arrampicato e camminato pochi istanti prima, lasciando Michele in spaccata con il fiato ed il culo sospeso! Terminati i materiali facciamo retro front e ci dirigiamo verso il campo. Io e Simona andiamo a cercare Lollo ed al termine della risalita vediamo una bella galleria di un centinaio di metri che termina su un passaggio stretto, al di là la galleria continua con le pareti colate di calcite bianchissima e con tanto di aragoniti ed eccentriche. Troviamo Loris ed Alessio con un sorriso da 1600 denti, che ci raccontano che sopra c'è un piano freatico altrettanto interessante.
Torniamo al campo a rifocillarci ed a riposarci; il giorno seguente ci concentriamo tutti al ramo di Aragon per fotografare, rilevare e finire di esplorare, purtroppo però il ramo sembra per ora non regalarci altro, l'aria si infila in un pertugio impercorribile anche per Simona, e le altre arrampicate sembrano andare a stringere.
Comunque con 500m di nuovo rilevo, tante nuove foto e 300m di nuove gallerie chiudiamo anche questo campo, che porta Chimera ormai vicina ai 4.5Km di sviluppo.
Stefano Del Testa (Herba).
Foto archivio SpG: Gallerie freatiche di -1000, Abisso Chimera, Carcaraia.

martedì 14 aprile 2009

Campo di Pasqua al Chimera


Un campo, sudato, ma soprattutto incerto, la neve che in modo assoluto ricopre ancora la Carcaraia e le previsioni meteo inizialmente scoraggianti hanno alimentato nelle nostre menti i dubbi più assurdi.
Ci siamo trovati in 6 sabato mattina, Lollo, Simona, il Conte, Marc, il Gino e il sottoscritto decisi a passare le feste pasquali nel chimerico abisso...

Il tempo è tiranno e vi scrivo solo pochi dati di quello che è stato un campo dall'ottimo risultato....
Sono stati rilevati quasi 500m di grotta nuova, (Chimera ora si avvicina ai 4km)
Con oltre 100m di arrampicate fatte dal gruppo si sono aperti 3 grossi fronti esplorativi, è stato trovato un ramo percorso da un grosso corso d'acqua del quale se ne ignora la provenienza, una galleria ancora da raggiunge dove sembra infilare parte dell'aria e infine un ramo proprio nel punto più vicino in pianta al Roversi (50-100m) sfuggito ai nostri precedenti passaggi, percorso da una bella circolazione d'aria!!!

Herba, Speleoclub Garfagnana C.A.I.
Nella foto di Simona Marioti: le gallerie freatiche di -1000, Abisso Chimera, Carcaraia.

lunedì 2 marzo 2009

Carcaraia e Abisso Chimera




Ecco fresche fresche (è proprio il caso di dirlo) le foto della Carcaraia e dell'ingresso dell'Abisso Chimera, così come le hanno trovate i nostri soci durante una ricognizione domenica 1° marzo.

giovedì 8 gennaio 2009

Campo interno all'Abisso Chimera




Anno nuovo e nuovo campo interno al fondo dell'Abisso Chimera in Carcaraia, Alpi Apuane. Una squadra di 5 nostri esploratori (Herba, Trilly, Cecchi G. Marc e Gello) ha passato 3 giorni nelle regioni del fondo dell'abisso procedendo con le esplorazioni, il rilievo e la documentazione fotografica.


Nelle foto di Simona Marioti (Trilly): Ambienti in prossimità del fondo.

lunedì 22 dicembre 2008

Risultati colorazione



Colorazione Chimera
Bianchi 12/10/2008, Bruno Steinberg(4,80), Marco Lunari (100), Francesco Pierotti, Lisa Biagini
Captore 1 Frigido
Captore 2 scolmatore (equi)
Captore 3 fiume (equi)
Non avevo mai visto il Frigido così in secca.
L'acqua nel canale era proprio poca, non credo molto più di una decina di cm. e scorreva piano.
Ma la sorpresa maggiore è arrivata dalla Barrila.
Completamente secca. Tutto il canale è secco. La prima acqua si trova sotto il ponte di legno, all'altezza di Equi.
Ma non so se arriva dalla Barrila o da Equi.
Equi butta, non dal solito posto, ma poco più in basso, fra le pietre.
Cosa strana che mi è stata riferita da una delle guide, è che la quantità d'acqua oscilla in modo evidente fra il giorno e la notte. Mi ha detto che la mattina la vedono asciutta, tanto da far svuotare il laghetto davanti allo stramazzo più a valle, e poi comincia ad arrivare acqua.
Comunque abbiamo messo i captori, ovviamente solo a valle, uno allo stramazzo e uno sotto nel fiume.

Piogge molto abbondanti
Bianchi 2 – 13/11/2008, Bruno Steinberg(9,60), Marco Genovesi (150+100?)
Captori Equi 2 e 3 portati via dalla piena
Captore 4 Barrila
Captore 5 Equi
Captore 6 scolmatore
Captore 7 fiume
Captore 8 frigido
Stime portata:
Equi e Barrila ben in piena. Barrila 4/5 mc
Equi/barrila fiume sul ponte stradale 6/7 mc
Fiume che raccoglie le sorgenti sotto Ugliancaldo, solco d’equi, e termali 0,8 mc
Confluenza fra il Frigido e Renara – Il fiume dal frigido 4/5 mc – da Renara 1,5/2 mc
Frigido
Troppo pieno Frigido 0,5 mc
Pollaccia vista dalla strada – ben in piena, il lago davanti allo scolmatore pieno d’acqua con poco dislivello rispetto all’acqua che usciva
Fontanaccio – come al solito, anomala con non troppa acqua…..0,2 mc
Ma siamo proprio sicuri che il frigido sia la sorgente più grande delle Apuane? Troppe volte le mie osservazioni empiriche mi hanno detto di no……
Sostituzione Bianchi 19/11/2008 Bruno Steinberg (8,20+10,00)
Captore 9 Barrila
Captore 10 Equi
Sorgenti con portata normale, tranquille.
Captore Frigido svuotato da un taglietto
Sostituzione bianchi 22/11/2008 Bruno Steinberg (150)
Captore 11 Frigido
Colorazione : sabato 22 novembre 2008 una squadra composta da: Del Testa Stefano, Santalmasi Loris, Simona Marioti, Alberto Pellinacci, Adami Jacopo e Tomas.. , raggiungono il secono sifone terminale dell’abisso Chimera posto alla quota di -1000m dall’ingresso, per effettuarne la colorazione.
Alle ore 04.10 di domenica 23 novembre inizia l’immissione del colorante nella forra subito a monte del suddetto sifone, la colorazione si conclude verso le 05.30 dopo aver buttato 4kg di fluorescina. La colorazione è stata documentata con numerose foto.
Domenica notte/lunedì mattina nevicata fino a quote basse in Garfagnana, a quote più alte lato mare.
1° passaggio 25/11/2008 – Bruno Steinberg, Loris Santalmasi (160+7,60), Simona Marioti, Stefano Del Testa, Conte di Vagli
Captore 12 Frigido
Abbastanza acqua. Ad occhio non colorata, ma era buio.
2° passaggio 27/11/2008 – Bruno Steinberg (160+7,60)
Captore 13 Frigido
Presenza di verde nell’acqua. Portata media.
Venerdì e sabato – giornate di pioggia, anche a quota abbastanza alta – 1000/1200 in Appennino (Prato Fiorito si è ripulito dalla neve) – Domenica nevicava da Isola Santa in su.
3° passaggio – 30/11/2008 Bruno Steinberg (9,60+10,00) Valentina Malcapi ( 200 + 3,80)
Captore 14 Barrila
Captore 15 Frigido
Equi in piena…… Usciva tanta acqua anche dal cancello. Secondo me, ma Vale diceva di meno, passavano sotto il ponte a valle dello stramazzo almeno 8 mq.
Discreta piena anche del fiume che arriva dal solco.
Per fortuna il captore della Barrila era prendibile. Ottima posizione, anche se passano diversi metri cubi in più non ci dovrebbero essere problemi. Contemporaneamente, anche in caso di magra, è a mollo.
Fontanaccio.- In piena credo che sia la prima volta che la vedo con co0sì tanta acqua. Sicuramente usciva anche dalla grotta.
Pollaccia – In piena niente male anche lei. Praticamente si poteva solo supporre che ci sia lo stramazzo, lo scalino che l’acqua formava era proprio piccolo.
Frigido – Anche lui ovviamente in piena. L’acqua usciva da varie altre bocche vicino. Diversi mc. Bella uscita anche dal troppo pieno.
Sorgente Risposta strumentale ritiratoBarrilla 10 biancoFrigido 8 15 biancoFrigido 11 13 25/11 ore 18Frigido 12 175 27/11 ore 17 Frigido 13 950 30/11 ore 15
4° passaggio 11/12/2008 Bruno Steinberg (8,20)
Ritirato captore Barrila – quello di Equi portato via dall’acqua e quello di sicurezza a valle, svuotato da un taglietto nella rete.
5° passaggio 15/12 Bruno Steinberg (160 3,90)
Frigido- captore buttato fuori dal torrente e bucato

giovedì 11 dicembre 2008

Campo base avanzato al Chimera

Nella foto di Marco Lunardi: gallerie fratiche nelle regioni profonde del Chimera.

Nella foto di Marco Lunardi: condotta freatica.

Nelle foto di Marco Lunardi: momenti di vita da campo base.






Dopo un monte di incertezze per il maltempo che ha imperversato negli ultimi 10 giorni ci siamo trovati al Gruppo per il primo Campo interno al Chimera. Abbandonata la macchina al bivio per Gorfigliano, somati del nostro fardello pieno di incertezze, sogni e materiali ci siamo incamminati verso l'ingresso. Quasi tre ore di cammino in piene condizioni invernali in un paesaggio mozzafiato ci hanno condotto alla grotta, che sembrava attendere proprio noi lasciandoci un pertugio soffiante a misura d'uomo. Armiamo con un tubolare sotterrato come corpo morto e ci caliamo in quel cunicolo ghiacciato spazzato dal vento. Scendiamo con calma, un forte sgrondo sul P160 ci costringe a modificare un armo, ma giunti al campo si respira aria di casa. The, tortellini in brodo e via nel cuccio, emozionati e felici di stare in quell'insolito Motel a 4 stelle. Sveglia alle 7.00 e dopo un abbondante colazione ci dividiamo, io e Maicol (Manuel) rilievo del 2° sifone e esplorazione delle gallerie nella zona, Loris e il Gino a risalire. Il rilievo dopo un po' di organizzazione iniziale fila liscio fino al pozzo finale che da sul sifone, c'è troppa acqua e lo sospendiamo. Andiamo a vedere delle gallerie ancora inesplorate e dopo un passaggio angusto sfondiamo in una bella galleria freatica fatta con il compasso, la percorriamo per 100-150m ed un laminatoio si getta in una zona gia nota. Un po' di foto e ce ne andiamo a cercare gli altri, che nel frattempo avevano risalito una quarantina di metri fino alla sommità di un franoso pozzo. Una volta riuniti iniziamo a guardarci intorno, seguiamo la condotta che ha generato il pozzo e arriaviamo sotto un grossa e inquietante frana, Loris con la sua ormai collaudata teoria "Sono Talmente grossi che non si muoveranno" si infila dentro, ma niente, tutto ostruito, allora Io e Loris forti della suddetta teoria ci arrampichiamo su per la frana, ma niente, anche sulla sommità il passaggio è ostruito.
Resta da vedere un buchetto che si getta su una bella forra attiva, anche essa ostruita a monte dalla frana, che fa pensare ad un grosso ambiente di crollo soprastante, la percorriamo fino sull'orlo di un pozzo. La forra è percorsa da una bella quantità d'acqua, il fragore è intenso, armiamo il pozzo e ci troviamo affacciati ad una finestra su un grosso ambiente nero, armiamo anche questo e scendiamo; il pozzo è bellissimo, presenta delle striature grigie sul marmo bianco, alla base la forra continua e si getta su un 'altro pozzo, sembrano anche occhieggare delle gallerie freatiche ma la corda è terminata, e dopo aver sistemato un po' di armi torniamo al campo.
Ora soddisfatti delle esplorazione ci rifocilliamo con delle ottime orecchiette al pesto, vino rosso, paiella; prima di gettarsi nelle amache facciamo un po'di foto, e dopo un bel consueto The tutti a letto. La notte scorre veloce, elle 8.00 cominciamo a risalire, alle 16.00 siamo tutti fuori; le temperature cono calate di brutto, e il nostro corpo morto è ormai di proprietà della Tambura, una volta cambiati apprendiamo della sciagura avvenuta in Pania, e con molta cautela visto la durezza della neve ci incamminiamo verso la macchina. Il Gino si sente invincibile questa punta lo ha gasato nel profondo, e con indubbia eleganza e sprezzo del pericolo saltella sui ramponi tanto da essere richiamato all'ordine!!!! Arrivati alle macchine siamo fieri della punta che abbiamo strappato con le unghie e con i denti per poter realizzare il primo campo SpG al Chimera!!! Una grande squadra non può che dare un gran risultato e un ricordo che resterà dentro di noi per sempre.o nel bianco invernale.

Stefano Del Testa (Herba).

domenica 30 novembre 2008

Stabilito il contatto!


Informo tutti i lettori del blog, gli appassionati ed i curiosi che la colorazione del sifone del Chimera ha avuto esito positivo: la fluorescina è uscita dalla sorgente del Frigido (Alpi Apuane versante marino in provincia di Massa) a vista, ovvero le acque della risorgenza si sono colorate di un verde tenue. L'avvistamento risale a giovedì 27 novembre 2008 ovvero 5 giorni dopo l'immissione del tracciante nella grotta. Bisogna però attendere ancora i risultati delle analisi di tutti i captori posizionati anche in altre sorgenti per trarre le dovute conclusioni.
Foto di Simona Marioti: l'immissione della fluorescina a -1006.

giovedì 27 novembre 2008

Serata degli auguri con proiezione




Giovedi 18 dicembre 2008 alle ore 21:00 presso la fortezza di Monte Alfonso, porta nord, si terrà la serata degli auguri della sezione C.A.I. di Castelnuovo di Garfagnana dove, nel corso della serata, lo Speleoclub Garfagnana presenterà la proiezione "Alpi Apuane Abisso Chimera, SpeleoGarfagnana a -1000" con alcune immagini inedite. Se siete in zona potete venire a dare un'occhiata, dopo ci sarà un piccolo rinfresco seguito dal brindisi d'auguri. Potrete inoltre ammirare la mostra di immagini del Tibet e del Karakorum donate da Fosco Maraini alla sezione C.A.I. di Castelnuovo.


Vi aspettiamo in fortezza!

lunedì 24 novembre 2008

Ecco le foto!




Pubblico le foto appena ricevute dell'immissione del colorante nel sistema acquifero del Chimera (-1006 metri)

Colorazione

Sms ricevuto da Stefano: Ore 4:10 di sabato notte abbiamo immesso il colorante nel sifone di -1006 del Chimera. Veramente spettacolare!

sabato 22 novembre 2008

Colorazione al sifone del Chimera


Mentre sto scrivendo questo post (sabato 22\11\2008 ore 16:36) una squadra del nostro gruppo sta raggiungendo il sifone di -1006 m. dell'Abisso Chimera per immettere la fluorescina ed iniziare così i monitoraggi alle sorgenti per individuare tracce di colorante. Nei prossimi giorni seguiranno gli aggiornamenti e gli esiti dell'esperimento di tracciatura del sistema idrico.
A proposito di sifoni: nella foto Marco Broglio si immerge nel sifone finale dell'Abisso dello Gnomo a -900m., Arnetola, Alpi Apuane. Foto archivio SPG.

lunedì 17 novembre 2008

Tutti al Chimera!



Questo è Il grido che esce venerdì sera dalla sede del gruppo S.P.G. I punteros si arrendono alla vox populi e invece della solita uscita a -1.000 optano per una esplorazione delle parti alte intorno ai -200 e saranno di supporto ai novizi! Domenica mattina ore 7 tutti puntuali: Gino, Fragino, Lisa, Drupi, Guzzina, Giulio, Ilaria, Alessio, Stefano, Herba, Vanessa, Loris.L'obiettivo dichiarato è quello di fare 2 risalite nella sala a -200 e portare un po' di giovini speleo a farsi le ossa.Obiettivo vero, quello di far arrivare Fragino e Lisa nell'abisso Chimera!A Vagli troviamo anche l'amico Marc, che fa una scappata giù con noi, in 13 ci avviamo verso l'ingresso.Partiamo io ed Herba seguiti da Marc e Loris, con tutto il necessario per esplorare in risalita alcuni arrivi.Nonostante la grande pioggia dei giorni scorsi le strettoie iniziali sono abbastanza asciutte e sia il pozzo "osanna" che il "pozzo nero" sono abbastanza asciutti.Procediamo quindi spediti fino al salone dove ci dividiamo per procedere all'esplorazione. Io ed Herba, ormai coppia da risalita rodata, partiamo gasati con una decina di fix, ma purtroppo la finestra trovata sulla risalita di una 40 di metri termina in una frattura impraticabile. Finito il materiale decidiamo di far fronte alla fame che ormai ci attanaglia lo stomaco e tornati nella sala veniamo raggiunti da Loris e Marc che ci raccontano come anche la loro esplorazione non abbia avuto grosso successo.Mentre mangiamo cominciano ad arrivare i componenti della truppa a supporto.... degli 8 indomiti arrivano alla sala solo in 3, (donne per fortuna dice il Pig!), Vanessa, Ilaria e Guzzina, le uniche che scendono il pozzo nero. All'arrivo ci informano che il chimera ha fatto selezione e gli altri bivaccano alla base dell'Osanna per poi risalire.Marc mi arma un pozzetto da esplorare e poi decide di risalire anche lui; io scendo pronto ad entrare in gallerie freatiche di ciclopiche dimensioni ma purtroppo tali ambienti restano solo nella mia fantasia.... forse un manzetto per togliere una pietra e seguire un rigagnolo d'acqua ma pare proprio inutile. Risalgo.Loris decide di continuare l'ispezione della sala mentre io ed Herba facciamo il rilievo delle zone esplorate da Loris e Marc. Ad un tratto sento Loris che ride e mi chiama: La merda mi ha piratato il pozzetto, in pratica scendendo in un altro sfondamento è acceduto alla saletta dove ero arrivato scendendo il pozzo e non contento aveva rimosso la lama che a me aveva impedito il passaggio ma fortunatamente, la frattura chiudeva in frana! Dopo una bella dose di prese di culo, procediamo insieme fino al fondo della sala dove Loris, particolarmente ispirato, si butta in una strettoia e prosegue in una bella condottina per circa 70 metri. si ferma davanti ad una risalita di 4-5 metri.Nel complesso soddisfatti cominciamo a risalire e alla base dell'Osanna, all'attacco della risalita, troviamo il nuovo caposaldo DM3, fraGino e Lisa, hanno sceso l'Osanna e finalmente sono arrivati nel Chimera!

lunedì 10 novembre 2008

Punta del 9\11\2008


Sabato pomeriggio Loris, Pino ed io ci siamo trovati al gruppo per l'ormai consueta punta settimanale al Chimera. Arrivati in Carcaraia abbiamo passato due ore ad amoreggiare in macchina sotto l'acqua battente, per poi decidere di abbandonare la punta... Scendiamo fino alla marmifera principale e, come per magia, il celo si apre mostrando un bel blu cobalto... Visto e preso alle 18.30 siamo nel buco e finalmente, grazie al calo delle temperature, l'aria che ci ha guidato nelle esplorazioni è tornata, erano ormai parecchie punte che non si faceva sentire! Con stupore vediamo che il regime idrico è di poco sopra la norma, però la piena dei giorni scorsi ha lavato il nostro campo di -900 dove sono sparite le impronte nella sabbia. Dopo una cenetta a lume di led partiamo per le esplorazioni, andiamo a vedere una galleria vista solo in parte, e scendendo un delicato passaggio troviamo un'altra grossa sezione di galleria, con un'altro arrivo d'acqua, purtroppo però la prosecuzione è ostruita da una serie di frane. Ci dirigiamo a cercare la condotta fantasma di Loris che si rivela difatti un miraggio dell'euforia, decidiamo così di risalire il Pozzo della Tirolese per cercare gallerie superiori. Circa 20 metri di risalita, poi un traverso discendente poi ancora risalite e traversi per arrivare nel mezzo di un pozzo, la sua discesa risulta poco producente ma il copioso flusso d'aria sembra salire verso la sua sommità dove sembrano far capolino grossi tubi freatici. Questo pozzo potrebbe essere solo l'arrivo di un altro abisso, oppure la porta d'accesso per il mondo freatico tanto agognato...Ormai però è tardi e decidiamo di tornare al campo per un pisolino ristoratore. Alle 12.40 partiamo da -900, visto che il trapano aveva ancora delle cartucce da sparare risalendo sistemo e doppio gli armi un po' troppo esplorativi.. Alle 18.45 siamo fuori dall'ennesima avventura al Chimera.

Stefano Del Testa (Herba).

Nella foto: Loris nella parte iniziale di Chimera. (foto Marioti)